L’istanza di opinamento della parcella è la richiesta con cui l’avvocato sottopone al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati la propria nota, affinché ne venga valutata la congruità rispetto all’attività svolta e ai parametri forensi applicabili. Può essere necessaria, ad esempio, quando il compenso non è stato concordato in modo chiaro, il cliente contesta l’importo richiesto o occorre acquisire il parere dell’Ordine nell’ambito del recupero giudiziale del credito professionale.
Il documento consente quindi di formalizzare la richiesta di valutazione, fornendo all’Ordine gli elementi utili per esaminare l’incarico e le attività svolte. Nella guida saranno illustrati i dati e i documenti da inserire nell’istanza, con indicazioni pratiche per la sua redazione e un fac simile editabile da utilizzare come modello.
Come scrivere istanza opinamento parcella avvocato
L’istanza di opinamento della parcella dell’avvocato è la richiesta rivolta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente affinché verifichi e, ricorrendone i presupposti, esprima un parere sulla congruità dei compensi richiesti dal professionista per l’attività svolta. Il documento viene normalmente utilizzato quando il compenso non è stato concordato in modo definitivo, quando il cliente contesta l’importo richiesto, oppure quando l’avvocato necessita di un parere dell’Ordine per documentare la correttezza della propria pretesa. Non coincide con una sentenza e non sostituisce l’eventuale decisione del giudice in caso di controversia; costituisce una valutazione istituzionale dell’Ordine, resa sulla base degli atti e della documentazione depositata.
Prima di redigere l’istanza occorre individuare il Consiglio dell’Ordine competente secondo le regole applicate dall’Ordine stesso e in relazione all’attività professionale oggetto della richiesta. Le modalità possono variare: alcuni Ordini prevedono modelli propri, depositi telematici, contribuzioni, diritti di segreteria, copie conformi, specifiche dichiarazioni o particolari modalità di trasmissione. È quindi opportuno verificare il sito istituzionale dell’Ordine, il regolamento interno e le istruzioni della segreteria prima di predisporre il documento definitivo. Non esiste infatti un unico modello nazionale vincolante valido per ogni Ordine, né è prudente presumere che la sola forma della richiesta sia sufficiente per avviare il procedimento.
L’istanza deve essere indirizzata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente, normalmente con una formula del tipo “Al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di…”. Nella parte iniziale devono essere indicati con precisione il nome e il cognome dell’avvocato richiedente, il codice fiscale, il numero di iscrizione all’Albo, lo studio professionale, l’indirizzo, il recapito telefonico e l’indirizzo di posta elettronica certificata. Se la richiesta è presentata da uno studio associato o da una società tra professionisti, devono essere indicati anche la denominazione, i dati fiscali, il legale rappresentante e il titolo in base al quale la persona sottoscrive l’istanza.
Devono essere riportati anche i dati del cliente nei cui confronti è stata svolta l’attività professionale. È preferibile indicare, a seconda della natura del soggetto, nome e cognome, codice fiscale, residenza o domicilio, oppure denominazione, sede, codice fiscale e partita IVA. Se il cliente è rappresentato da un procuratore, da un amministratore, da un curatore o da altro soggetto, è utile specificare tale circostanza e allegare la documentazione che dimostri i relativi poteri, quando necessaria. I dati personali devono essere limitati a quelli effettivamente utili al procedimento e trattati secondo le regole applicabili in materia di protezione dei dati.
L’oggetto dell’istanza deve essere chiaro e specifico. Può essere formulato, ad esempio, come richiesta di opinamento della parcella relativa all’attività professionale svolta in favore di un determinato cliente, con indicazione della pratica, del procedimento e dell’importo complessivo sottoposto alla valutazione. Se l’attività riguarda un giudizio, è opportuno indicare l’autorità giudiziaria, il numero di ruolo generale, il grado del procedimento, le parti, l’oggetto della controversia e l’esito, se già intervenuto. Se riguarda attività stragiudiziale, occorre descrivere in modo sintetico la questione trattata, le attività eseguite e l’eventuale collegamento con successive attività giudiziali.
Il corpo dell’istanza deve esporre i fatti in ordine cronologico e con sufficiente precisione. È necessario spiegare quando è stato conferito l’incarico, quale ne era l’oggetto, quali attività sono state svolte e in quale periodo. Devono essere distinti, per quanto possibile, gli interventi stragiudiziali, giudiziali, cautelari, esecutivi, amministrativi o di altra natura. Descrizioni generiche come “assistenza completa” o “attività varia” rendono più difficile la verifica e possono indebolire la richiesta, soprattutto quando non consentono di collegare le singole voci della parcella alle prestazioni effettivamente eseguite.
Quando esiste un preventivo, una lettera di incarico, una proposta economica o un accordo scritto sul compenso, la circostanza deve essere indicata espressamente. È opportuno chiarire se l’importo concordato era fisso, parametrato alle attività, soggetto a condizioni, riferito a una singola fase oppure all’intero incarico. Deve essere precisato anche se il preventivo è stato accettato dal cliente e se sono intervenute modifiche successive. In presenza di un accordo sul compenso, l’istanza non dovrebbe presentare la somma come se derivasse esclusivamente dai parametri ministeriali: occorre spiegare il rapporto tra l’accordo e il calcolo sottoposto all’Ordine, lasciando al Consiglio la valutazione di competenza.
Se non è stato raggiunto un accordo sul compenso, l’istanza deve indicare il criterio utilizzato per determinarlo. Il calcolo viene normalmente ricondotto ai parametri forensi applicabili, tenendo conto della natura dell’attività, del valore della controversia o dell’affare, delle fasi effettivamente svolte, della complessità, dell’urgenza, del pregio dell’opera, dei risultati conseguiti e delle eventuali circostanze che giustificano aumenti o riduzioni. Il riferimento principale è costituito dalla disciplina vigente sui parametri per la liquidazione dei compensi degli avvocati, attualmente contenuta nel decreto ministeriale n. 55 del 2014, come modificato nel tempo, da ultimo dal decreto ministeriale n. 147 del 2022, salvo ulteriori aggiornamenti applicabili al momento della presentazione. Non basta richiamare genericamente il decreto: è preferibile indicare le voci e le fasi utilizzate nel prospetto, spiegando il criterio adottato.
Il valore della controversia o dell’affare deve essere dichiarato e motivato. Nei giudizi può dipendere dalla domanda proposta, dal valore effettivamente controverso o dalle regole processuali applicabili; nelle attività stragiudiziali può richiedere una valutazione diversa, legata all’importanza dell’affare e agli interessi coinvolti. Quando il valore non è facilmente determinabile, è utile spiegare le ragioni dell’incertezza e il criterio prudenziale seguito. Un valore indicato senza alcuna motivazione può generare richieste di chiarimento o rendere meno leggibile il calcolo.
La parte economica deve essere presentata mediante un prospetto chiaro, anche se inserito in un allegato separato. Per ciascuna fase o attività è consigliabile indicare la descrizione della prestazione, il parametro o il criterio applicato, l’importo richiesto e gli eventuali aumenti o riduzioni. Devono essere tenuti distinti il compenso professionale, le spese documentate o esenti, le spese generali nella misura applicabile, il contributo integrativo alla Cassa Forense, l’IVA e gli eventuali acconti già ricevuti. Le spese anticipate per conto del cliente devono essere documentate, mentre le spese generali e gli accessori fiscali e previdenziali devono essere calcolati secondo la disciplina vigente e secondo il regime fiscale del professionista.
L’importo posto all’attenzione del Consiglio deve essere coerente con la parcella o la fattura emessa, con la richiesta di pagamento eventualmente inviata al cliente e con la documentazione contabile allegata. Se sono stati ricevuti acconti, è necessario indicarli con data e importo, specificando se sono stati imputati al compenso, alle spese o agli accessori. In caso di pagamenti parziali o contestati, è utile ricostruire il saldo residuo senza confondere il totale delle prestazioni con la sola somma ancora dovuta.
L’istanza deve inoltre descrivere, senza toni polemici, la situazione con il cliente. Si può precisare che il compenso è stato richiesto con una determinata nota, che il cliente non ha provveduto al pagamento, che ha formulato contestazioni oppure che non ha fornito riscontro. È opportuno allegare le comunicazioni rilevanti, ma non è necessario trasformare l’istanza in una lunga ricostruzione del rapporto personale o in una memoria difensiva. Il Consiglio deve poter comprendere l’origine della richiesta e disporre degli elementi utili alla verifica della parcella, non ricevere accuse o valutazioni estranee all’oggetto del procedimento.
La documentazione da allegare comprende normalmente la parcella o il prospetto analitico dei compensi, la lettera di incarico o il preventivo, l’eventuale accordo sul compenso, gli atti principali del giudizio o della pratica, i provvedimenti che attestano l’attività svolta, le fatture emesse, la prova degli acconti e dei pagamenti, nonché la corrispondenza utile a dimostrare il conferimento e l’esecuzione dell’incarico. La documentazione deve essere organizzata e numerata in modo coerente con i richiami contenuti nell’istanza. Non è sempre necessario depositare ogni atto del fascicolo: è preferibile selezionare gli atti effettivamente utili, salvo diverse richieste dell’Ordine.
Se l’incarico è stato svolto da più professionisti, se vi è stata sostituzione del difensore o se alcune attività sono state compiute da collaboratori, l’istanza deve chiarire chi ha svolto le prestazioni e a chi è riconducibile il compenso richiesto. Devono essere spiegate anche eventuali attività affidate a domiciliatari, consulenti tecnici o altri professionisti, distinguendo gli importi richiesti dall’avvocato dalle spese sostenute per soggetti terzi. La trasparenza su questi aspetti evita duplicazioni e consente di valutare correttamente il contenuto della prestazione.
La richiesta finale deve essere formulata in modo diretto. È possibile chiedere che il Consiglio, esaminata la documentazione, esprima il parere di congruità sul compenso indicato, distinguendo eventualmente compensi, spese e accessori, e che comunichi al richiedente gli adempimenti o gli importi dovuti per la trattazione della pratica. Se l’Ordine richiede una specifica dichiarazione sull’assenza di procedimenti pendenti, sull’avvenuto invio della parcella al cliente o sulla conformità degli allegati, tale dichiarazione deve essere inserita solo se prevista dalle istruzioni o dal modello dell’Ordine competente.
La chiusura deve contenere luogo e data, la firma dell’avvocato e l’elenco degli allegati. In caso di deposito telematico, la sottoscrizione deve rispettare le modalità richieste dalla piattaforma o dalla segreteria; in caso di invio tramite PEC, è opportuno trasmettere un documento firmato digitalmente oppure una copia sottoscritta secondo le istruzioni dell’Ordine. Se l’istanza è sottoscritta da un rappresentante, deve risultare il titolo che ne legittima la firma. L’indirizzo PEC utilizzato per il deposito deve essere quello indicato dall’Ordine e la ricevuta di accettazione e consegna dovrebbe essere conservata insieme alla pratica.
È importante distinguere l’opinamento dalla richiesta giudiziale di pagamento. Il parere dell’Ordine non accerta definitivamente l’esistenza del credito, non decide ogni contestazione tra avvocato e cliente e non impedisce al cliente di formulare osservazioni o di far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti. L’istanza deve quindi evitare espressioni che presentino il parere come una condanna o come un titolo automaticamente esecutivo, salvo gli effetti che la legge eventualmente riconosca in specifiche procedure e che devono essere verificati in concreto.
Tra gli errori più frequenti vi sono l’indicazione di un Ordine incompetente, l’assenza del numero di procedimento, la mancata separazione tra attività giudiziale e stragiudiziale, l’uso di un importo a forfait non spiegato, la richiesta di voci non documentate, la duplicazione di attività già comprese in una diversa fase e il calcolo errato di spese generali, contributo previdenziale o IVA. È altrettanto problematico allegare una parcella priva di dettaglio, utilizzare formule aggressive nei confronti del cliente, omettere gli acconti ricevuti o indicare attività non ancora compiute come se fossero già state eseguite.
Un’istanza efficace non deve essere necessariamente lunga, ma deve consentire al Consiglio di ricostruire con immediatezza il rapporto professionale, le prestazioni svolte, il criterio di determinazione del compenso e il saldo richiesto. La completezza deriva soprattutto dalla coerenza tra testo, prospetto economico e allegati. Prima del deposito è quindi utile controllare che ogni importo sia verificabile, che le date coincidano, che gli atti richiamati siano effettivamente allegati e che siano state rispettate le istruzioni specifiche pubblicate dal Consiglio dell’Ordine destinatario.
Fac simile istanza opinamento parcella avvocato
AL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI
ISTANZA DI OPINAMENTO DELLA PARCELLA
Il/La sottoscritto/a Avv. , codice fiscale , partita IVA , con studio professionale in , Via n. , CAP , Comune , Provincia , telefono , PEC , e-mail ,
iscritto/a all’Albo degli Avvocati di dal , con numero di iscrizione ,
CHIEDE
che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di voglia procedere all’opinamento della parcella relativa all’attività professionale prestata in favore di:
DATI DEL CLIENTE
Nome e cognome o denominazione:
Codice fiscale o partita IVA:
Luogo di nascita o sede:
Data di nascita o costituzione:
Residenza o sede legale:
Via n.
CAP Comune Provincia
Telefono
PEC o e-mail
EVENTUALE CONTROPARTE
Nome e cognome o denominazione:
Codice fiscale o partita IVA:
Residenza o sede legale:
Via n.
CAP Comune Provincia
DATI DELL’INCARICO PROFESSIONALE
Natura dell’incarico:
Data di conferimento dell’incarico:
Oggetto dell’attività professionale:
____
____
____
Tipologia dell’attività:
□ giudiziale civile
□ giudiziale penale
□ giudiziale amministrativa
□ giudiziale tributaria
□ stragiudiziale
□ attività di mediazione
□ attività di negoziazione assistita
□ attività arbitrale
□ attività di consulenza
□ altra attività:
Autorità giudiziaria o organismo interessato:
Ufficio o sezione:
Numero di ruolo, procedimento o riferimento:
Grado o fase del procedimento:
Valore della controversia o dell’affare: euro
Data di inizio dell’attività:
Data di cessazione dell’attività:
Esito dell’attività o del procedimento:
ATTIVITÀ SVOLTA
Il/La sottoscritto/a dichiara di avere svolto le seguenti attività professionali:
____
____
____
____
____
Le attività sono state svolte nelle seguenti fasi:
□ studio della controversia o dell’affare
□ fase introduttiva
□ fase istruttoria
□ fase decisionale
□ fase esecutiva
□ fase cautelare
□ fase stragiudiziale
□ fase di mediazione
□ fase di negoziazione assistita
□ fase arbitrale
□ altra fase:
Numero complessivo delle udienze o incontri:
Numero complessivo degli atti predisposti:
Numero complessivo delle comunicazioni o interlocuzioni rilevanti:
Particolari elementi di complessità, urgenza, rilevanza o difficoltà dell’incarico:
____
____
____
Presenza di più parti o di più posizioni processuali:
Eventuale riunione, separazione o connessione con altri procedimenti:
DATI DELLA PARCELLA
Parcella o nota professionale numero del
Importo dei compensi professionali: euro
Spese generali: euro
Contributo previdenziale: euro
Imposta sul valore aggiunto: euro
Altre spese documentate: euro
Altre somme anticipate: euro
Ritenuta d’acconto: euro
Totale complessivo della parcella: euro
Pagamenti ricevuti:
Data Importo euro Modalità
Data Importo euro Modalità
Data Importo euro Modalità
Totale dei pagamenti ricevuti: euro
Saldo richiesto: euro
Eventuali acconti concordati o versati:
Eventuale accordo scritto sui compensi:
Data di trasmissione della parcella al cliente:
Modalità di trasmissione della parcella:
Eventuali contestazioni ricevute dal cliente:
____
____
Data dell’ultimo sollecito di pagamento:
Modalità di trasmissione del sollecito: _____
DICHIARAZIONI DEL RICHIEDENTE
Il/La sottoscritto/a dichiara:
- di avere ricevuto l’incarico professionale dal cliente sopra indicato;
- di avere svolto l’attività professionale descritta nella presente istanza;
- che la parcella oggetto della richiesta si riferisce esclusivamente alle prestazioni professionali effettivamente eseguite;
- che gli importi indicati nella parcella e nella presente istanza sono conformi alla documentazione allegata;
- che il saldo richiesto è pari a euro _____, salvo quanto verrà determinato dal Consiglio dell’Ordine in sede di opinamento;
- che, alla data della presente istanza, risultano ricevuti pagamenti per complessivi euro _____;
- che la parcella è stata trasmessa al cliente in data _____;
- che il cliente non ha provveduto al pagamento integrale della parcella;
- che, per quanto a conoscenza del/della sottoscritto/a, non è intervenuta rinuncia, transazione o definizione diversa da quella indicata nella presente istanza;
- che il rapporto professionale è stato conferito a titolo _____;
- che l’attività professionale è stata svolta secondo le modalità indicate nella documentazione allegata;
- che non è già stato richiesto il opinamento della medesima parcella presso altro Consiglio dell’Ordine;
- che non è già stato emesso, per la medesima attività professionale, un provvedimento di opinamento, salvo quanto segue: _____;
- che tutta la documentazione prodotta è conforme agli originali nella disponibilità del/della sottoscritto/a.
Il/La sottoscritto/a dichiara inoltre di essere consapevole che il Consiglio dell’Ordine potrà richiedere integrazioni documentali, chiarimenti e il pagamento dei diritti e degli oneri previsti.
RICHIESTA
Tutto ciò premesso, il/la sottoscritto/a
CHIEDE
che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di _____ voglia:
- esaminare la documentazione allegata;
- procedere all’opinamento della parcella relativa all’attività professionale sopra descritta;
- determinare la congruità dei compensi, delle spese e degli accessori richiesti;
- rilasciare il relativo parere di congruità o provvedimento di opinamento;
- comunicare al/alla sottoscritto/a l’esito del procedimento ai seguenti recapiti:
PEC
E-mail
Indirizzo per le comunicazioni
Il/La sottoscritto/a chiede inoltre che ogni eventuale richiesta di integrazione venga trasmessa mediante .
DOCUMENTI ALLEGATI
- Copia della parcella o nota professionale oggetto di opinamento;
- Copia della fattura o dei documenti fiscali emessi;
- Copia dell’incarico professionale o della procura, ove disponibile;
- Copia dell’eventuale accordo scritto sui compensi;
- Relazione riepilogativa dell’attività professionale svolta;
- Copia degli atti, provvedimenti, verbali o documenti rilevanti ai fini dell’opinamento;
- Copia della corrispondenza intercorsa con il cliente;
- Copia dei solleciti di pagamento;
- Documentazione relativa ai pagamenti ricevuti e agli eventuali acconti;
- Prospetto analitico dei compensi, delle spese e degli accessori;
- Copia del documento comprovante il pagamento dei diritti di opinamento;
- Copia del documento di identità del richiedente;
- Ulteriore documentazione:
Numero complessivo degli allegati:
COMUNICAZIONE E TRATTAMENTO DEI DATI
Il/La sottoscritto/a dichiara di avere preso visione dell’informativa sul trattamento dei dati personali predisposta dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di e autorizza il trattamento dei dati contenuti nella presente istanza e nella documentazione allegata per le finalità connesse alla gestione del procedimento di opinamento della parcella.
Luogo
Data
Firma del/della richiedente
Nome e cognome
Timbro professionale