Per spiegare cosa sia un carta di credito revolving partiamo dal concetto di carta di credito. Con la carta di credito (ad esempio su circuito Visa o Mastercard) tutti gli acquisti effettuati nell’arco di un mese sono addebitati sul conto corrente del cliente tutti insieme, il mese successivo: ad esempio tutti gli acquisti effettuati nell’arco del mese di marzo (dal primo al 31 marzo) sono addebitati sul conto del cliente al 15 di aprile.

Il cliente ha così il vantaggio di pagare un mese dopo, in media, gli acquisti fatti con la cara di credito. Inoltre, questo servizio non ha un costo per il cliente. Il fatto di vedersi addebitata la somma degli acquisti di marzo al 15 di aprile non fa nascere interessi passivi da pagare.

La carta di credito revolving è una evoluzione di questo concetto: il pagamento degli acquisti di marzo, invece che avvenire il 15 di aprile, viene rateizzato da aprile in avanti, pagando una certa somma fissa scelta dal cliente ogni mese (ad esempio 150 euro al mese): in questo caso però maturano interessi passivi. La carta di credito revolving quindi dilaziona e rateizza il pagamento degli acquisti fatti in un certo mese su più mesi, ma fa maturare interessi passivi per il Cliente.

Il tasso di interesse pagato dal Cliente varia a seconda del tipo di carta (e spesso è espresso come x% al mese), ma su base annua i tassi delle carte revolving sono compresi tra il 14% e il 20%. Quindi usando carte di credito revolving il cliente si indebita, per una durata limitata di tempo, ad un tasso superiore al 14%.

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