La scelta del tasso di interesse relativa al nostro Mutuo è forse la scelta più importante che dobbiamo compiere poichè in base a tale scelta saremo costretti a ripagare all’ente emittente determinate somme di denaro a titolo di interesse che possono cambiare anche di molto in base alla scelta del tasso effettuata. I tassi d’interesse comunemente applicati per un mutuo sono: fisso, variabile e misto.
Spieghiamo prima come vengono determinati tali tipologie di tasso e poi veniamo a trattare le loro differenze sostanziali.
Si parla di tasso fisso quando questo non varia durante la durata del prestito. Il tasso di riferimento è l’EurIRS (Euro Interest Rate Swap), rilevato e diffuso tra le banche operanti nell’Unione Monetaria Europea, tasso che non varia con molta frequenza e che viene determinato una volta all’inizio del contratto di mutuo.
Si parla di tasso variabile quando il tasso varia in riferimento a determinati parametri, che sono generalmente i tassi di riferimento del mercato monetario. Il tasso di riferimento è l’EuRIBOR (Euro Interbank Offered Rate), rilevato e diffuso tra le banche operanti nell’Unione Monetaria Europea. Tale tasso di interesse è maggiormente fluttuante ed in generale viene rivisto ogni tre mesi. Il suo andamento è determinato dalle variazioni di domanda ed offerta di moneta sul mercato interbancario e proprio per tale motivo il suo valore può oscillare fortemente da un periodo all’altro in conseguenza a grosse variazioni dell’economia internazionale.
Si parla di tasso misto quando durante il periodo di vita del mutuo è possibile modificare, alle scadenze ed alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di tasso applicato inizialmente, scegliendo tra tasso fisso e variabile. Tale forma di interesse accomuna le caratteritiche dei due tipi di tasso di interesse, ma una volta effettuata la scelta non si può tornare indietro. Bisogna quindi conoscere molto bene le proprie capacità creditizie.

La scelta del tasso di interese con cui calcolare quanti interessi daremo alla banca alla fine del contratto di mutuo è difficile poichè non deriva solo da scelte di tipo personale, ma anche dalle condizioni economiche che si stanno vivendo, e quindi dal valore che tali tassi assumono al momento della stipula del contratto.

Il tasso fisso è, in genere, consigliabile quando:

si vuole conoscere sin dalla stipula gli importi delle rate, che rimarranno costanti per tutta la durata del mutuo;
si è avversi al rischio, ovvero non si vuole correre il rischio di aumenti della rata;
si vuole conoscere l’ammontare complessivo del debito contratto;
si può contare su un reddito costante;
non si prevedono grosse entrate reddituali future;
si prevede un’ inflazione in crescita.
Il tasso variabile è consigliabile:

a chi è più propenso ad accollarsi, oltre all’ammontare complessivo del mutuo, anche il rischio
di un possibile aumento del costo del denaro e di conseguenza un aumento della rata dle mutuo;
a chi ha un reddito medio-alto;
(NB a chi desidera mantenere la flessibilità del tasso variabile limitando i rischi ed essere comunque
tranquillo che la rata non possa aumentare oltre un certo limite, le banche offrono clausole
accessorie che pongono un tetto massimo predeterminato, oltre il quale il tasso d’interesse non
potrà mai salire, anche se i tassi di interesse dovessero superarlo);
a chi prevedere delgi aumenti reddituali forti e consistenti per gli anni a venire;
a chi ha intenzione di estinguere parte della quota capitale del mutuo nei prossimi anni sfruttando la capacità di risparmio attuale dovuta ai bassi tassi di interesse rispetto al valore del tasso fisso.
Il tasso misto è consigliabile:

a chi sottoscrive un mutuo in un periodo di particolare incertezza e vuole riservarsi la possibilità di cambiare il tasso di interesse associato al finanziamento;
a chi preferisce non prendere subito una decisione definitiva sul tasso;
a chi è abbastanza esperto da poter adattare il tasso del mutuo alle future condizioni del mercato.
Ferma restando la suddivisione principale tra mutui a tasso fisso e mutui a tasso variabile, esistono altre tipologie di tasso di interesse o forme di mutuo che derivano da quelle esposte fino ad ora:
ad esempio, si chiama mutuo con cap quello a tasso variabile ma che non può mai superare un certo tetto massimo predefinito; esistono, poi, i mutui a tasso variabile ma con rata fissa, in cui gli eventuali aumenti o diminuzioni del parametro di riferimento si riflettono sulla durata del contratto allungandola
o abbreviandola; ed altri casi ancora.

Esiste poi un’altra tipologia di Mutuo, chiamato con opzione, il quale permette di cambiare il tipo di tasso di interesse da variabile a fisso o viceversa durante gli anni di rimborso. Tale forma differisce dal mutuo a tasso misto poichè l’opzione può essere o meno esercitata durante gli anni e tale opzione ha ovviamente un costo. E’ tuttavia una orma molto richiesta in questi ultimi anni.
E’ anche necessario informarsi se il mutuo proposto dalla banca abbia un tasso iniziale (di ingresso) più basso per le prime rate rispetto al tasso che verrà applicato successivamente per la restante maggior parte delle rate (cosiddetto tasso a regime, il quale è, ovviamente, quello più importante).
Al fine di avere una chiara rappresentazione degli obblighi cui occorrerà fare fronte, è opportuno richiedere alla banca il piano di ammortamento.

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