Payout è una parola inglese composta da due termini “originari”: pay e out. Il primo significa letteralmente o , il secondo . Payout viene pertanto definito l’atto con il quale un soggetto effettua pagamenti a favore di terzi (in genere più di uno).
In realtà, il termine non rientra nel comune vocabolario inglese, ma fa parte del gergo tecnico utilizzato dagli analisti di
bilancio: con payout essi indicano la distribuzione di utili netti sotto forma di dividendi. In particolare, in contabilità è
noto il payout-ratio, ossia il rapporto fra dividendi distribuiti e utili netti d’esercizio.

Tale indice, espresso di norma in termini percentuali, è molto importante, perché fornisce un’immagine circa le scelte
strategiche dell’impresa in ordine al finanziamento dei propri investimenti. É ovvio che quanto più alto è il rapporto di
payout, tanto minore è la quota di utili netti a disposizione dell’impresa per autofinanziare progetti futuri. Gli utili netti
d’impresa possono avere infatti soltanto due destinazioni: essere distribuiti come dividendi, accrescendo così il payoutratio, ovvero essere trattenuti in seno all’impresa, andando per questa via ad accrescere il patrimonio netto e quindi il
tasso di autofinanziamento.

Dal punto di vista dell’investitore, il payout-ratio fornisce utili elementi per valutare il proprio investimento azionario.
In particolare, la presenza di dividendi rivelata da un payout positivo è senz’altro segno che degli utili, nell’esercizio appena concluso o in quelli passati, sono stati conseguiti dalla società e che quindi l’investimento è, in qualche misura,
remunerativo.

I dividendi, tuttavia, non possono essere considerati come unico termine di riferimento per la valutazione del rendimento di un investimento azionario: bisogna tenere altresì conto dei capital gains (guadagni in conto capitale) conseguiti
grazie all’aumento dei prezzi delle azioni. Un payout-ratio molto elevato, in questo senso, può quindi avere un significato negativo per l’investitore: può significare che l’impresa non stia accantonando sufficienti risorse per gli investimenti
futuri, dovendo poi finanziarli mediante capitale preso a prestito o aumenti di capitale. E’ vero, d’altronde, che un payout
elevato ha il pregio di consentire all’investitore di rientrare in possesso della somma investita più velocemente.
Storicamente le imprese più giovani hanno payout molto bassi, avendo estrema necessità di finanziare internamente la
propria espansione; viceversa, le società che gestiscono servizi di pubblica utilità tendono ad essere caratterizzate da
payout molto elevati.